sabato 6 maggio 2017

Buttata a terra e violentata da un profugo mentre aspetta gli amici




TRIESTE - Era giunta in anticipo rispetto all'orario di appuntamento con gli amici per praticare assieme attività sportiva. Non potendoli avvisare di essere già sul posto, nei pressi di via Capitolina, a causa del cellulare scarico si era seduta su alcuni gradini vicino ad un sentiero alberato. Di lì a poco l'attesa si sarebbe trasformata in un incubo. Vittima dell'accaduto, una ragazza triestina di vent'anni: ad un certo punto le si è avvicinato un ragazzo dai tratti somatici arabi che con iniziali maniere gentili, le ha chiesto una sigaretta cercando di intavolare una discussione. Poi lo straniero si è allontanato ritornando subito sul posto con due bottiglie di birra, offrendone una alla giovane. Ad un tratto, secondo quanto dichiarato in sede di denuncia dalla vittima, l’uomo ha cominciato ad approcciarsi in modo sempre più invasivo e fastidioso, cercando il contatto fisico. Avendo inteso le reali intenzioni, la ragazza ha cercato di dileguarsi rapidamente, ma lo straniero l'ha afferrata con forza, attirandola a se e cercando di baciarla. Nonostante la ferma opposizione e le urla con richieste di aiuto, l’uomo ha scaraventato a terra la 20enne, continuando a palparla nelle zone intime, fino a quando la ragazza è riuscita a divincolarsi e ad afferrare una bottiglia di birra contro l’energumeno alto circa 1.80.

Approfittando di un momento in cui questi ha allentato la presa indietreggiando, la giovane è riuscita a fuggire, attraverso la Scala dei Giganti. Fondamentale è stato l’apporto di un amico della vittima, che ha consegnato agli uffici di polizia alcune riprese fatte con il cellulare di un uomo somigliante alla descrizione della parte offesa. A seguito dei servizi di perlustrazione disposti, una pattuglia in borghese della Squadra Mobile ha rintracciato nei pressi della mensa della Caritas il sospettato riconoscendolo quale autore della violenza. Sulla scorta degli elementi raccolti, il Pm titolare del fascicolo ha avanzato al Gip la richiesta di misura cautelare in carcere che veniva concessa.
Youssef Fertousi, 29enne di nazionalità marocchina, del quale si erano temporaneamente perse le tracce, si è presentato poi in Questura per il disbrigo delle pratiche per il rilascio del permesso per richiesta di asilo: ad attenderlo gli agenti che lo hanno arrestato e portato in carcere con l'accusa di violenza sessuale.

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P.S. Asilo??? Non mi pare che in marocco ci sia una guerra in corso